Voci

I giorni bui delle donne afghane sotto il regime talebano

1. Prefazione

Dopo che il regime talebano ha preso il controllo del paese nel 15 agosto del 2021, una fra le immediate e serie restrizioni è stata quella sulle donne. Il regime ha iniziato ad escluderle da diverse attività e presto le ha escluse dal lavoro all’aperto, rimuovendo inoltre tutte le loro posizioni governative, e rimpiazzandole con delle posizioni per i combattenti talebani.
Il regime ha annullato i progressi sui diritti delle donne ed ha rimosso il ministero per gli affari femminili, e, immediatamente, i suoi dipartimenti provinciali dal paese. Di conseguenza, più di mille donne che lavoravano in questi dipartimenti hanno perso il lavoro e sono state costrette a restare a casa. Questa non è l’unica organizzazione governativa dissolta dai talebani, di recente è stata infatti dissolta anche la commissione afghana per i diritti umani ed altre cinque organizzazioni governative.
Rimuovere e rinominare il ministero per gli affari femminili non è la sola restrizione contro le donne. Tutte le scuole pubbliche femminili del paese sono state chiuse, e più di un milione di maestre sono state obbligate a restare a casa. Giornaliste, lettrici universitarie, lavoratrici NGO, lavoratrici nei saloni di bellezza, piccole imprenditrici, poliziotte e membri delle armi, e molti altri fornitori di servizi per donne, persino molte dottoresse e infermiere hanno perso il lavoro. Non si tratta solo di una perdita di diritto, ma un grande numero di donne è stata anche abusata e molte hanno lasciato il paese. Perfino alcune fra le attiviste sono state rapite ed uccise dai militanti talebani.
Un rapporto dice che circa il 90% delle donne afghane ha subito abusi durante gli ultimi 10 mesi. Un altro rapporto, basato sui dati di 20 province, indica che 2 donne su 3 affermano che loro o donne di loro conoscenza hanno subito delle forme di violenza. Secondo una valutazione recente, più della metà delle donne afghane riporta di aver sperimentato almeno tre tipi di violenza dal 2021, e più dell’80% sono state sposate senza il loro consenso.

2. Cresce la violenza contro le donne

Nelle settimane dopo la presa del potere da parte del regime, i talebani hanno annunciato politiche e regolamenti che riportavano i diritti delle donne agli anni 90’, gli stessi di quando comandavano l’Afghanistan. Tutte le scuole superiori per donne sono state chiuse, e alle donne non è permesso andare fuori di casa senza il loro consorte e guardiano. Ogni giorno picchiano e frustano le ragazze e le donne in pubblico, dove queste hanno necessità di andare per la vita di tutti i giorni.
Per più di nove mesi, alle donne è stato negato il lavoro, l’educazione, i giri turistici e la libertà. Le proteste sono state rapidamente sedate con violenza dalle forze talebane, e, in alcuni casi, le protestatrici sono state imprigionate, sequestrate e picchiate. Fra loro, se altri casi non le uccideranno, un gran numero commetterà un suicidio dato dalla disperazione, dalla confusione o dalla depressione.
I progressi fatti negli ultimi anni, la protezione dei diritti delle donne afghane e della condanna delle violenze verso le stesse, sono stati minati e distrutti dall’ascesa al potere dei talebani. Il numero di violenze domestiche in Afghanistan è diventato estremamente alto e le donne sono frequentemente abusate sessualmente, fisicamente, linguisticamente e psicologicamente dai talebani e dalle loro famiglie.
La violenza domestica, in particolare, è prevalente dopo la caduta del governo afghano, ed il numero di casi di suicidio femminili è salito nettamente. È naturale; Quando si blocca l’aria, i fiori appassiscono fino alla morte. Oltre alla crisi talebana che conduce le donne al suicidio, l’atmosfera le sta attanagliando.
C’è ancora un alto numero di omicidi di donne in casi domestici, di rapimento o di repressione armata. Solo negli ultimi giorni, sono stati riportati molti casi di omicidi, rapimenti e suicidi. Non è difficile che i militanti talebani le frustino, le picchino e le abusino verbalmente quando non sono murate in casa nel rispetto delle loro regole, oppure quando non sono accompagnate dal loro guardiano.

3. Le donne combattono contro i talebani

Dopo la caduta del governo e la rioccupazione di Kabul da parte dei talebani, le coraggiose donne e ragazze dell’Afghanistan, sebbene affrontassero serie minacce e le repressioni dei militanti talebani, sono diventate un simbolo di resistenza e di libertà. Le attiviste di varie città, inclusa Kabul, hanno ripetutamente protestato e lottato coraggiosamente contro il tirannico regime talebano per sostenere i diritti delle donne ed i diritti umani. Queste donne, che per venti anni sono state simbolo di progresso e cambiamento nel paese, sono adesso emblema della lotta e stanno combattendo contro le strette politiche talebane.
Dopo due decadi di cambiamento sociale in Afghanistan, le donne sono diventate più vulnerabili che mai e vengono marginalizzate ogni giorno. I talebani le spogliano del loro diritto all’educazione e al lavoro. Queste politiche discriminatorie dei talebani spingono le donne a scendere nelle strade e a protestare.
Pane, lavoro, libertà o educazione sono gli ultimi slogan delle donne in protesta che molte volte sono scese nelle strade di Kabul, cantando slogan contro il gruppo dominante. “Pane, lavoro, libertà” è uno degli slogan più influenti usato dalle donne per conservare i loro diritti.
In questi giorni di carestia, depressione e disperazione, o, più esplicitamente, in questi giorni di tempi difficili per le donne, i talebani hanno esercitato ancora la violenza e l’oppressione contro di loro. Uno dei più recenti ordini del ministero talebano per la propagazione della virtù e la prevenzione del vizio, era l’imposizione dell’hijab. Secondo l’ordinanza, tutte le donne, specialmente le lavoratrici, dovrebbero indossare, oltre allo Hijab/Burqa, maschere nere ed occhiali, così da non mostrare le labbra e gli occhi in pubblico.

4. Conclusione

Quando i talebani presero il controllo dell’Afghanistan nel 1996, vietarono alle donne i lavori all’esterno delle loro case e le impossibilitarono a lasciarle senza l’accompagnamento di un guardiano. Le violazioni dei diritti delle donne in Afghanistan erano un argomento molto dibattuto nella sfera pubblica degli anni 90’. Nel 2021, quando i talebani hanno ripreso il potere, dopo l’abbandono delle migliaia di truppe Nato, era chiaro che questo gruppo non aveva perso nemmeno un pezzettino della crudeltà e della brutalità verso le donne che lo caratterizzava negli anni 90’.
Ma la società Afghana e le donne sono cambiate molto. Oltre alla presenza della Nato per un ventennio, ha avuto luogo un genuino cambiamento interno circa i diritti delle donne. I loro diritti sono cresciuti significativamente dalla caduta del regime nel 2001, le donne e le ragazze potevano andare a scuola, essere forza lavoro e potevano rivestire posizioni di autorità nel governo. Più importante, le donne erano supportate fortemente dalla comunità internazionale, che le spingeva a lottare per i loro diritti.
Con il supporto della comunità internazionale, milioni di ragazze hanno potuto completare studi di alto livello negli ultimi 20 anni, ed il regime talebano non può far tornare indietro questi macro-cambiamenti della società con la sua visione fondamentalista.
Inoltre, le persone ora credono che, data la pressione della comunità internazionale, il regime non può porre più pressione sul popolo, mentre in realtà la situazione è deplorevole e ha reso difficile persino il respirare. Se questo gruppo, con le sue politiche estremiste, fosse riconosciuto dalla comunità internazionale, allora i diritti umani perderebbero di significato. L’educazione femminile verrebbe del tutto abolita, ci sarebbero matrimoni forzati, la vendita delle donne diverrebbe più comune ed alcune diverrebbero schiave sessuali.
Sfortunatamente, nella situazione attuale, non c’è né una sicurezza psicologica né una sicurezza umana, le persone sono spaventate dalle punizioni arbitrarie dei talebani e sono costrette a condurre una vita segreta in diverse parti del paese. Nei luoghi pubblici, le persone sono interrogate senza ragione e non possono viaggiare da un’area all’altra in pace. Sotto il pretesto del possesso d’armi, i talebani entrano nelle case delle persone e distruggono la loro sicurezza notturna. Non c’è pane, né lavoro, né libertà in Afghanistan, e data la situazione, la comunità internazionale non dovrebbe assolutamente riconoscere questo gruppo.


Traduzione a cura di Roberto Petrazzuolo.

Similar Posts